Occhi Blu Nei quali perdersi...  Eleganza  Seducente...         Il Compagno Più fedele...          Questo è il Ragdoll

Ragsdollsdolly Ragdoll


siamo membri TICA 

La sterilizzazione del gatto

Sterilizzazione del gatto: come avviene nel maschio e come nella femmina?

È sbagliato considerare la sterilizzazione come una violenza nei confronti del tuo gatto. Oltre a limitare l’insorgere di tumori e pericolose malattie a trasmissione sessuale come l’immunodeficienza e la leucemia feline, infatti, gli risparmia l’irrequietezza derivante dall’impossibilità di accoppiarsi e riduce l’aggressività del maschio. Sempre che tu non voglia fargli conoscere altri mici e ritrovarti con cucciolate da svezzare e crescere! 

La sterilizzazione del gatto maschio consiste nella rimozione dei testicoli (castrazione). Essendo solo esterno, non è un intervento complicato: è rapido, spesso non richiede punti né anestesia totale, ma solo una sedazione profonda con anestesia locale, e non lascia il tuo micetto particolarmente scosso. 

La sterilizzazione del gatto femmina consiste nella rimozione delle ovaie (ovariectomia). Si tratta di un intervento più lungo e invasivo della castrazione, perché richiede l’incisione dell’addome in anestesia totale e, perciò, l’applicazione dei punti. Di solito si consiglia di eseguire l’operazione prima del primo calore, quindi intorno al 3° mese di età, come per il gatto maschio. In entrambi i casi, l’operazione si esegue a digiuno.

 

Sterilizzazione del gatto: convalescenza e dieta

 

La convalescenza che segue la sterilizzazione del gatto cambia molto da maschio a femmina, per via della differente natura dell’operazione. Nel caso della sterilizzazione del gatto maschio, il decorso post operatorio non presenta particolari problemi, perché l’intervento non è invasivo: il risveglio è rapido e, non essendoci punti, non c’è neanche bisogno del collare elisabettiano. Dopo la sterilizzazione, il gatto maschio ha una convalescenza tutto sommato tranquilla. La convalescenza post sterilizzazione di una gattina, invece, è un po’ più lunga e delicata: avendo subito un’anestesia totale, sarà intontita e un po’ irrequieta a causa del dolore provocato dai punti. Arrivata a casa, quindi, lasciatela tranquilla, non datele cibo né acqua, collocate la sua cuccia in un luogo appartato ed avvicinate a questa la lettiera, per evitarle lunghi spostamenti. Il giorno dopo starà sicuramente già meglio, ma è probabile voglia leccarsi la ferita, quindi dovrà indossare il collare elisabettiano, in caso non voleste metterglielo dovrete avere molta cura e riguardo che nn vada a tormentarsi il pancino rischiando anche di togliersi i punti. 

Una cosa importante da sapere è che dopo l’intervento il metabolismo tende a rallentare, dunque un’alimentazione corretta è fondamentale. Il maschio, in particolare, può soffrire più facilmente di calcoli e cistiti, quindi dovresti dargli croccantini con basso contenuto di minerali e, in generale, controllare sempre la quantità di cibo somministrato. 

 

La sterilizzazione precoce

 

Qualche anno fa si definiva “precoce” la sterilizzazione effettuata prima dei 6 mesi di età, ora si intende tale l’intervento effettuato verso i 3 mesi di età.

Già da tempo praticata nei gattili e presso le colonie feline, in seguito si è diffusa presso gli allevatori, all’inizio in USA, poi in Australia, in Inghilterra e in Germania ( più o meno da 20 anni) perché permette di scegliere la destinazione dei gatti nati negli allevamenti, a seconda delle loro attitudini.

Poi si diffonde in Francia ed in Italia . E' criticata anche da alcuni veterinari ma contrariamente all’idea diffusa che gli animali sterilizzati precocemente saranno più piccoli della norma, i gatti sterilizzati a 3 mesi o comunque prima della pubertà non influisce minimante sulla crescita del gatto .

Un vasto studio avvenuto su 1600 gatti in 11 anni ha stabilito che la castrazione precoce ( tra la 10° e la 24° settimana) limita gli episodi di gengiviti negli adulti, malattie spesso associate a un abbassamento delle immunità. Ugualmente l’asma è meno frequente nei gatti sterilizzati precocemente, la stessa cosa per gli ascessi. 

Numerosi studi scientifici  dimostrano ormai i vantaggi della sterilizzazione precoce del gatto:

 

  • Taglia identica tra un gatto sterilizzato prima dei 3 mesi o dopo
  •  Rischio di fratture ossee identico, sia che il gatto sia stato sterilizzato presto o tardi, e comunque inferiore a quello riscontrato nei gatti integri.
  • Rischio di obesità identico, qualunque sia l’età della sterilizzazione.
  • Pene leggermente più piccolo, ma rischi di infezioni urinarie ridotti
  • Rischi di tumori mammari e di infezioni uterine fortemente ridotti
  • Rischi di malattie quali la gengivite, l’asma ,gli ascessi ed il diabete ridotti
  • Marcatura con urina eliminata o molto ridotta
  • Assenza di aggressività e carattere più giovanile e affettuoso

 

Infine, essendo il Ragdoll un gatto di taglia grande, se viene sterilizzato dopo la prima vaccinazione, cioè dopo le 8-9 settimane, il suo peso e la sua taglia non pongono problemi operatori o di immunodepressione.

 

 

Bibliografia

 

(1)  Etudes Université du Texas, 1997 & 2000.

(2)  Dr vétérinaire X. Lévy, ENVA Maisons Alfort (Howe, 1997), (Howe/Slater/Boothe, 2000), (Stubbs/Bloomberg/Scurggs, 1996)

(3)  Etude Minnesota University, 1996, Etude Texas University, 2000.

(4)  Etude Cornell University, 2004 & Mercer University, 2001.

(5)  Dr S. Little, Ottawa, Winn Feline Foundation.

(6)  Dr Spain, Scarlett, & Houpt)

(7)  Dr E. Malandain, ENVA Maisons Alfort, 2003.